Giochi di società

A parte che mi diverto come una pazza.
A parte che conosco gente che mi interessa e ha qualcosa di interessante da dire.
A parte che ritrovo entusiasmo intorno e dentro di me. Per poi scoprire (ma mica poi tanto) che grazie ad internet il mondo non è la fuori ma dentro la mia testa, nei miei pensieri e in quella tastiera che batto in continuazione.

A parte che dal virtuale sono già passata al reale e ormai c’è un continuum tra le identità a video e chi incontro per strada, ad un meeting o sento al telefono.

A parte che esistono le affinità elettive e con i blog ci siamo tutti dentro.

A parte che si può essere parte di una comunità tenuta insieme da una ragnatela di pensieri e parole.

A parte tutto questo.

Ieri una istrionica ragazza mi ha messo in mano il suo di biglietto da visita e ci ho letto scritto: social player.

FIGO!!!

La prossima volta che mi chiedono che lavoro faccio rispondo che sono una social player. Voglio proprio vedere se hanno il coraggio di chiedermi cosa vuol dire.

No. Non vuol dire escort.

P.S.: che poi le mamme sono sempre state delle social player. Cammini per strada e ti saluta il fruttivendolo, fuori di scuola chiacchieri con le altre mamme, la vicina di casa ti ferma in portineria per sapere dell’assemblea di condominio.

Solo che prima si usava il termine “pettegola“.