La prima volta

Ieri per il treenne Fagio è stata la giornata delle prime volte.
La prima volta che è andato in bici senza rotelle e ha voluto chiamarmi dalla macchina, prima ancora di rientrare a casa, per annunciarmelo trionfante.

La prima volta che è andato a teatro, ad assistere ad uno spettacolo con attori e burattini.

Il tragitto in metropolitana, la vista di una sala con tanti bambini eccitati come lui, la ricerca del proprio posto a sedere e l’attesa dell’inizio. E poi ancora lo spettacolo, i colori, i pupazzi, le canzoni. Fagio che apostrofa Pippi urlando nel buio, che non riesce proprio a stare seduto e si contorce tarantolato e sbracato sulla sedia, gli occhi accesi di felicità, il bellissimo visino bianco e rosa, quelle risate di pancia che solo i bambini riescono a fare.

Fagio che si gira e mi dice: “Ancora, torniamoci ancora!”.

Fagio che quando le luci si accendono si vergogna a parlare a Pippi e allora la guarda in silenzio tutto vergognoso e dice a me di chiederle di mostrarci i suoi pupazzi. Fagio in silenzio con gli occhi bassi ma l’espressione gioiosa.

E io lì vicino, che non guardo lo spettacolo ma solo lui, piena di una pienezza che solo il mio bambino mi può dare.

E mi chiedo chi devo ringraziare per tutto questo.

 

 

Mi aspettavo di andare a teatro

Ho appena scoperto di aver vinto i biglietti per andare a vedere a teatro "Pippi Calzelunghe", partecipando al concorso di Genitori Crescono. Ci andrò con mio figlio di 3 anni e mezzo, un bambino monello e adorabile, che nonostante le marachelle mostra una certa dose di sensibilità. Sono così contenta di andare con lui, sarà la prima volta. Portare il bambino a teatro: sì, era questo che prima che lui nascesse immaginavo avremmo fatto insieme.

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Innamorati a Milano

A Milano fa freddo. Ma non si può vivere chiusi in casa. Perciò sabato pomeriggio siamo usciti sul tardi per fare due passi e respirare un po’ all’aria aperta. Nel buio della sera attraversiamo una bella ex piazza, una delle tante che esistono oggi in città, strappate per anni alla gente del quartiere fino a che il mega parcheggio sotterraneo non sia pronto e gli sparuti alberelli di nuova piantumazione servano ad ingentilire il cemento. E spingendo il passeggino mi imbatto in questo foglio A4, semplice, pulito, scritto a mano e attaccato con lo scotch al reticolato del cantiere.

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Un anno fa

Ieri Buddina ha compiuto un anno!

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Troppo sdolcinata?

Siamo stati tre giorni in montagna a tirarci le palle di neve, a cercare di arrampicarci vanamente con un passeggino ultraleggero su per il pendio ghiacciato, a gustare le prelibatezze del caseificio, a dormire come ghiri sotto il piumone, le scuri di legno delle finestre chiuse per bene. Ci siamo svegliati e subito nel lettone Fagio e Buddina che si abbracciano, si baciano, ridono, si cercano.

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Una sera, al buio


Finalmente siamo nel buio della tua cameretta. Io seduta per terra sul tappeto accanto al tuo lettino, tu raggomitolato a pancia in giù con il sedere pannolinato per aria, abbracciato all’orsetto.

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Padre e figlio


Ieri il mio Ragazzo era a casa dal lavoro e ha portato lui Fagio alla lezione di acquaticità, evento che attendeva da mesi.

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Come la prima volta


Sabato io e il mio Ragazzo siamo andati al matrimonio di due amici, noti come "Precisino" e "Precisina", SENZA i nostri figli. UAU!

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Nella penombra dei sentimenti

Nella penombra della camera sei stesa vicino a me. Abbandonata su di un fianco, quasi a pancia in giù, il pollice in bocca e il respiro sempre più calmo ed impercettibile.

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