Le ali della fantasia

Non ci posso credere. Non può essere.

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Dal diario di una fan

Una volta al cinema ci andavamo spessissimo, specie la domenica sera, dopo aver trascorso a letto (!) l’intera giornata. Poi si usciva, passeggiata in centro, aperitivo e – tac! – cinemino.

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La saggezza degli antenati

Noi genitori moderni stiamo tanto a menarcela su quali siano i migliori metodi di educazione dei figli, su quale stile punitivo adottare, sullo scapaccione sì – scapaccione no, sul linguaggio verbale e non verbale, sull’obbligo del cibo se non ha fame, sulla dieta se è grassottello, sullo sport se è pigro, sui libri se è troppo eccitato, su Babbo Natale o Gesù bambino…

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Ascolta. Si fa sera

Siccome ho messo a tavola in tempo di record la famigliuola, caricato la lavastoviglie, messo su prima il minestrone e poi il ragù, stirato guardando un vecchio film su Rete 4, da brava casalinga post-modern finalmente mi posso rilassare al piccì.

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Mi riduco al Massimo

C’è un post veramente molto interessante sul blog di Lorenza. E’ due giorni che penso a come commentarlo, ma le idee si accavallano e non riesco ad arrivare alla sintesi. Prendo lo spunto dal titolo di un blog che ci segnala Lorenza "Used to be somebody. Manic working mother who finally had enough of having it all. Now trying to have a life instead."

Quando l’ho letto ho fatto un balzo sulla sedia. Mi ha ricordato immediatamente quello che c’è scritto qui, in questa pagina, in alto a sinistra: Una volta facevo la manager. Oggi faccio la mamma di due bambini e gestisco quella che io definisco la mia impresa familiare. Non sto più dietro a una scrivania, ma mi sento più viva ed interessante di prima.

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Cosa siamo senza il Muro?

 

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Il Fantasma Formaggino

Si parla tanto dei terrible two, i temibili due anni in cui i bambini esprimono la loro personalità con rifiuti, capricci, impuntature. Qui a casa nostra stiamo invece vivendo i frightening three and a half, età in cui il nostro Fagio sta scoprendo di avere paura del buio, di stare a giocare da solo in una stanza, fa i brutti sogni e vuole venire nel lettone.

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Amore mio aiutami

 

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Mamma mia!

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Votate votate votate!

Da qualche tempo a questa parte sulle tv nazionali impazza lo spot del simpatico Topo Gigio che cerca di ricordare ai bambini (ne siamo sicuri? Secondo me lo seguono soprattutto i grandi) alcune elementari regole di igiene preventiva dell’influenza A. Io personalmente non trovo questa operazione molto incisiva, non tanto per la formula scelta, quanto per i contenuti. Per es. mi sarei aspettata di sentirmi consigliare che si starnutisce nell’incavo del braccio, in modo da non sporcarsi le mani, che vanno poi a contatto con quelle degli altri. Oppure, come ha spiegato il professor Montagnier, evitare di sputare per terra, visto che molta gente ancora lo fa. O ancora di salivare maggiormente, in quanto la saliva ha un potere difensivo contro i germi e i batteri di origine esterna.

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