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Giochi di società

A parte che mi diverto come una pazza.
A parte che conosco gente che mi interessa e ha qualcosa di interessante da dire.
A parte che ritrovo entusiasmo intorno e dentro di me. Per poi scoprire (ma mica poi tanto) che grazie ad internet il mondo non è la fuori ma dentro la mia testa, nei miei pensieri e in quella tastiera che batto in continuazione.

A parte che dal virtuale sono già passata al reale e ormai c’è un continuum tra le identità a video e chi incontro per strada, ad un meeting o sento al telefono.

A parte che esistono le affinità elettive e con i blog ci siamo tutti dentro.

A parte che si può essere parte di una comunità tenuta insieme da una ragnatela di pensieri e parole.

A parte tutto questo.

Ieri una istrionica ragazza mi ha messo in mano il suo di biglietto da visita e ci ho letto scritto: social player.

FIGO!!!

La prossima volta che mi chiedono che lavoro faccio rispondo che sono una social player. Voglio proprio vedere se hanno il coraggio di chiedermi cosa vuol dire.

No. Non vuol dire escort.

P.S.: che poi le mamme sono sempre state delle social player. Cammini per strada e ti saluta il fruttivendolo, fuori di scuola chiacchieri con le altre mamme, la vicina di casa ti ferma in portineria per sapere dell’assemblea di condominio.

Solo che prima si usava il termine “pettegola“.

 

 

 

Mi aspettavo di andare a teatro

Ho appena scoperto di aver vinto i biglietti per andare a vedere a teatro "Pippi Calzelunghe", partecipando al concorso di Genitori Crescono. Ci andrò con mio figlio di 3 anni e mezzo, un bambino monello e adorabile, che nonostante le marachelle mostra una certa dose di sensibilità. Sono così contenta di andare con lui, sarà la prima volta. Portare il bambino a teatro: sì, era questo che prima che lui nascesse immaginavo avremmo fatto insieme.

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Come diceva Vasco: non basta avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio

Se vostro figlio minorenne rigasse la portiera di una macchina parcheggiata riterreste giusto risarcire il danno al proprietario? Se rompesse un vetro con una pallonata riterreste giusto risarcire il danno al padrone di casa?

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Innamorati a Milano

A Milano fa freddo. Ma non si può vivere chiusi in casa. Perciò sabato pomeriggio siamo usciti sul tardi per fare due passi e respirare un po’ all’aria aperta. Nel buio della sera attraversiamo una bella ex piazza, una delle tante che esistono oggi in città, strappate per anni alla gente del quartiere fino a che il mega parcheggio sotterraneo non sia pronto e gli sparuti alberelli di nuova piantumazione servano ad ingentilire il cemento. E spingendo il passeggino mi imbatto in questo foglio A4, semplice, pulito, scritto a mano e attaccato con lo scotch al reticolato del cantiere.

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Meet the guru

Alla velocità del web Jolanda mi ha preceduto raccontandovi del simpatico e utilissimo incontro di oggi con Tata Lucia, la tata più amata dagli italiani che guardano "Sos Tata" e completamente ignorata da quanti non hanno figli (a quell’ora sono a un happy hour). A proposito, dopo un paio d’ore dalla trasmissione ho incontrato per caso Italian Mom che ho cercato immediatamente di impressionare: "Ho un gossip!" "Sì certo, ho visto la vostra foto su internet" "Ah.".

Siccome Jolanda ha un’immagine da difendere e io no (nì) e inoltre vi ha già dato una versione ufficiale della storia, mi vedo costretta ad offrirvi la visione ufficiosa della fan.

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Chi fa che cosa

Sono le nove e mezza di sera e noi siamo al buio nella cameretta.

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Traslocare è un po’ come morire. Ma anche rinascere

Ci siamo. Abitiamo ormai stabilmente nella nuova casa ed io mi trovo in quel tipico limbo di chi deve adottare nuove abitudini ed automatismi ma non l’ha ancora fatto. Eppure non credevo che avrei dimenticato così in fretta il vecchio appartamento (sì, lo ammetto, mi manca la veranda che usavo per stendere i panni e parcheggiare due passeggini e tre tricicli, vale tanto oro quanto è grande).

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Conto alla rovescia

Meno 2 giorni all’alba.

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Le ali della fantasia

Non ci posso credere. Non può essere.

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La saggezza degli antenati

Noi genitori moderni stiamo tanto a menarcela su quali siano i migliori metodi di educazione dei figli, su quale stile punitivo adottare, sullo scapaccione sì – scapaccione no, sul linguaggio verbale e non verbale, sull’obbligo del cibo se non ha fame, sulla dieta se è grassottello, sullo sport se è pigro, sui libri se è troppo eccitato, su Babbo Natale o Gesù bambino…

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