Tutte le mattine

Tutte le mattine mi dirigo verso il nido spingendo il passeggino con su Buddina e Fagio in piedi sulla pedana. Il tragitto per me e Fagio è l’occasione buona per rimbalzarci domande e risposte sulle foglie gialle che cadono dagli alberi, sulle macchine che escono dal garage, sul cielo che a volte è azzurro a volte no. Arriviamo al portone del nido e siamo sereni, sono pronta a lasciare il mio bimbo sapendo che è di buon umore e che sta per incontrare gli amichetti in un ambiente fatto apposta per lui.

Tutte le mattine a pochi metri dal portone del nido sta seduta a chiedere l’elemosina una zingara giovane con il figlio, un bimbo dell’età del mio. Nel mio cuore tanti sentimenti contrapposti fanno a botte tra di loro. Non sopporto questo genere di accattonaggio e non ritengo sia utile a nessuno indulgere in elemosina di questo tipo, tuttavia non riesco a fare a meno di confrontare la mia situazione con la sua. I miei due bimbi ben vestiti, lavati, curati, che hanno tutto, che vivono in una bella casa, che vanno in piscina a 4 mesi, che frequentano la ludoteca e possono vivere da bambini. E lo zingarello, che vive in strada e guarda i miei figli entrare al nido, spesso addirittura fermando i passeggini nel tentativo di salutare chi ci è seduto sopra. Evidentemente ancora non ha capito che esiste un muro tra noi "normali" e loro zingari e tra non molto diventerà più smaliziato, saprà stare al suo posto e magari imparerà qualche brutto mestiere.

Una mamma del nido porta alla zingara un pacco di pannolini, il panettiere le regala il pane tutti i giorni. E il figlio assiste a tutto questo, abituandosi a vivere queste situazioni come normali e preparandosi ad un futuro da baraccato.

Io vorrei che non esistesse gente che fa figli solo per tradizione culturale, che vive nelle baracche, che non ha l’acqua per lavarsi, che chiede l’elemosina senza aver mai cercato un lavoro. Ma mi sento nulla di fronte a questo problema e i sentimenti ambivalenti di profondo fastidio e pietà si risolvono in una sensazione di totale impotenza.



8 commenti ↓

#1   itmom il 07.11.08 alle 17:22

a chi lo dici! io sul tragitto verso scuola e asilo ogni giorno incontro almeno 3 o 4 zingari o rom o come li vogliamo chiamare, sia al mattino sia al pomeriggio: ogni volta i sentimenti sono contrastanti, da un lato non posso accettare che dei bambini o ragazzini vengano messi sulla strada a vivere in quelle condizioni e dall’altro allungando qualche moneta cerco di placare la mia coscienza. ma so che non serve a niente, non si risolve nulla. noi siamo abituati, non ti dico come rimangono le persone che vengono a trovarmi da fuori milano quando si imbattono in questa realtà. sono a dir poco scioccati. e ti parlo di persone che magari vivono in altre grandi città, non italiane però.

#2   extramamma il 07.11.08 alle 21:36

Ciao, ti scrivo qui perchè non ho trovato la tua e-mail. Volevo ringraziarti tantissimo per aver linkato il mio sito Milanoperibambini al tuo blog.
Come commento invece vorrei dire che purtroppo sono poche le persone che la pensano come “noi” sugli zingari. La maggioranza delle mammme li odiano. Ho fatto un sondaggio per lavoro su questo argomento e questo è stato il triste risultato. A presto, patrizia

#3   M di MS il 08.11.08 alle 07:32

extramamma: Ciao! Mi sono iscritta anche alla newsletter, devo dire che però qualche volta le attività per i bambini sono ancora fuori dalla nostra portata perchè il mio grande ha 2 anni e mezzo.

Per quanto riguarda il post sugli zingari: non sono così buona, anche io non sopporto gli zingari, devo dire la verità. Non sopporto uno stile di vita diverso dal nostro che cozza con la legge e che mi sembra loro vadano perpetuando anche se porta povertà ed emarginazione. Ma soprattutto non riesco proprio ad accettare di vedere dei bambini per strada!

#4   2gemelle il 08.11.08 alle 10:50

Sono nuovo nel tuo blog.
Mi rispecchio nelle tue riflessioni sugli zingari.
E’ difficile spiegare ad un bambino perchè esistono tali realtà, ma ancor più accettare che dei bambini vivano tale realtà e siano destinati a non poterla cambiare.
Situazione davvero brutta… difficile da commentare standosene distaccati.
A presto, ciaoooooooooooo

#5   alleg67 il 08.11.08 alle 12:54

ti capisco perfettamente, so cosa vuoi dire, io ci vivo costantemente in una situazione del genere, ho persino pensato di adottarne uno di queste bambini, solo che non sono degli zingazi, ma poi é tutto troppo diverso, cultura, religione, non si puo’..io abito in marocco, cosa faccio per aiutarli, ho decido di non dare piu’ soldi hai bambini, in ogni caso, chi li manda a fare l’elemosina poi i soldi gleli prende, per cui, ho sempre con me delle caramelle e do’ loro queste, sono felicissimi, sembra che gli ho dato chissà che, so che é sbagliato, ma preferisco cosi’…quando andiamo al sud, vicino al deserto porto penne, quaderni, caramelle, sono le cose che chiedeono e che non hanno…

un tempo era strano vedere gente per strada che chiedeva, ora invece, in certe zone é diventato impossibile e per di piu’ sono anche aggressivi, una volta o l’altra faccio a botte!!(non con i bambini, ma con i ragazzini siiii!!)

#6   M di MS il 09.11.08 alle 08:28

2gemelle: grazie per essermi venuto a trovare! Anch’io ho dato una sbriciatina al tuo blog, complimenti!

alleg67: benvenuta! Adesso vengo subito sul tuo blog, mi incuriosisce proprio sapere come si vive in Marocco.

Il tuo post mi sembra riflettere proprio l’ambivalenza di certe situazioni: solidarietà ma fino ad un certo punto. Poi certe situazioni non si reggono più.

#7   bstevens il 09.11.08 alle 12:06

loro nascono e un’ora dopo sono già abituati a vivere di elemosina e di espedienti, “noi” nasciamo e un’ora dopo siamo già abituati a vivere ricevendo regali e bon-bon, avendo il pasto caldo sulla tavola e il piumone sul lettino. c’è qualcosa che non va, in tutto questo.. esagerazione da una parte e dall’altra…

#8   M di MS il 19.11.08 alle 14:32

Aggiornamento: stamattina ho scoperto che la zingara ha 18 anni e suo figlio 2 e mezzo. Abbiamo parlato un po’ e mi ha raccontato che sta in una baracca vicino all’Ortomercato, “ospite” degli zii che le fanno pagare 50 euro di affitto al mese. Non hanno luce e acqua. Io mi domando come possano lavarsi e guardo il muso marroncino del bambino. Ai piedi ha le stesse scarpe di Decathlon di mio figlio, ragalo di una passante.
&ltbr/>Mi ha detto che il marito vive in Romania con sua madre e la assiste. Quale sia la logica dell’esportazione di madre e figlioletto in Italia purtroppo non mi sfugge: evidentemente è meglio mandarli a vivere di elemosina aspettando che arrivi qualcosa anche a casa. Se questo è un uomo…
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